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La riforma delle agevolazioni fiscali destinate ad attirare imprese nelle zone periferiche rischia di non essere attuata, come previsto, dal luglio 2016. Il Consiglio federale ha preso atto oggi dei risultati della procedura di consultazione.

In sede di consultazione gli orientamenti centrali della riforma, ossia l'introduzione di un importo massimo affinché l'agevolazione fiscale sia sempre in rapporto con i posti di lavoro creati o mantenuti, sono stati fondamentalmente approvati. Anche la formula e le fasce proposte per la fissazione di un tetto massimo predefinito, che in futuro dovrà sostituire l'attuale percentuale con cui si calcola l'ammontare degli sgravi sull'imposta federale, è stata accolta con favore.

I pareri divergono tuttavia sulla definizione delle zone di applicazione, il numero minimo di impieghi da creare per i progetti delle imprese del settore terziario e la proposta di associare gli sgravi fiscali della Confederazione alle agevolazioni effettivamente concesse lo stesso anno a livello cantonale e comunale.

La maggioranza dei partecipanti alla consultazione si oppone inoltre all'ampliamento, nella forma proposta, dell'informazione sugli sgravi fiscali concessi.

Tetto massimo

La legge attuale autorizza la Confederazione ad allinearsi ai Cantoni e accordare sgravi fiscali a quelle aziende che creano o mantengono posti di lavoro. Un gruppo di esperti ha proposto nell'ottobre 2013 di introdurre un tetto, per evitare regali eccessivi rispetto ai posti di lavoro.

Il governo ha avanzato diverse soluzioni: da 71'594 a 143'188 franchi per un nuovo impiego creato e da 35'797 a 71'594 franchi per un impiego mantenuto ogni anno. Un tetto dovrà essere introdotto anche a livello cantonale. La creazione di posti di apprendistato sarà pure incoraggiata, in quanto tali posti verranno formalmente considerati e sostenuti come normali rapporti di lavoro. Nell'esame della domanda di agevolazione fiscale dovrebbe infatti prendere in considerazione anche le possibilità di formazione previste.

Zone di applicazione

In futuro le zone di applicazione non saranno forzatamente quelle di oggi. Esse dovranno essere determinate in funzione non solo della debolezza strutturale, ma anche della politica d'assetto del territorio della Confederazione e dei Cantoni.

Vengono proposte due varianti. Il numero dei Comuni che entrano in considerazione saranno nettamente meno degli attuali 633: 135 o 158 nei 18-19 cantoni (contro gli attuali 11). Come oggi, i centri localizzati nei cantoni di Basilea Campagna e di Ginevra sono stati esclusi del perimetro di base. Ai cantoni che figurano nel perimetro attuale (BE, GL, GR, JU, LU, NE, SG, SO, TI, UR e VS) si aggiungono AG, AR, BL, FR, TG, VD, ZH e AI.

Mantenendo l'attuale criterio del 10% della popolazione, il perimetro si orienterà verso i centri nelle regioni strutturalmente deboli che si prestano alla creazione di posti di lavoro. Le zone di promozione sono riportate nell'ordinanza del Dipartimento dell'economia, che è stata anch'essa sottoposta al parere dei Cantoni con una consultazione parallela, conclusasi l'8 luglio 2015.

L'ordinanza avrebbe dovuto entrare in vigore all'inizio di luglio del 2016, insieme a quella sulla determinazione dei Comuni appartenenti alle zone di applicazione, ma viste le critiche emerse, il Consiglio federale ha previsto altre discussioni prima di prendere una decisione definitiva.

Qualche cifra

Tra il 2007 e il 2010 le imprese beneficiarie delle agevolazioni fiscali hanno versato all'incirca 1,5 miliardi di franchi in meno di imposte federali dirette rispetto alla cifra che avrebbero pagato se fossero state tassate normalmente. A tale cifra fanno da contraltare circa 253 milioni di franchi di imposte federali dirette versate in media ogni anno da queste imprese.

In termini di volume le agevolazioni fiscali si concentrano in pochi progetti ancora sostenuti in virtù del decreto Bonny (decisioni pronunciate prima dell'1.1.2008). Circa il 38% dei progetti non presenta utili e quindi non ha potuto usufruire di agevolazioni fiscali.

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SDA-ATS