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Le derrate alimentari prodotte in Svizzera secondo prescrizioni estere e vendute sul mercato elvetico dovranno essere etichettate in modo più preciso. Il Consiglio federale ha modificato oggi la pratica del Cassis de Dijon per accrescere la fiducia dei consumatori.

L'ordinanza entra in vigore il primo gennaio del 2017.

Dal primo giugno del 2010, le merci in commercio nell'Ue possono esser vendute senza controlli in Svizzera. In base al principio del Cassis de Dijon, è possibile anche produrre in Svizzera alimenti seguendo le prescrizioni dell'Ue o di uno stato membro.

Il settore agricolo e i Verdi hanno criticato a più riprese questo modo di agire, sottolineando come abbia un impatto negativo sull'eccellenza delle norme di qualità svizzere. Ora il Consiglio federale ha deciso di intervenire, adeguando l'ordinanza in materia.

L'indicazione del Paese di produzione ("prodotto in Svizzera") dovrà essere completata dalla "provenienza" delle prescrizioni tecniche in base alle quali l'alimento è stato realizzato. Tale norma interessa anche le materie prime che lo compongono.

L'indicazione "prodotto in Svizzera" non potrà quindi più indurre il consumatore in errore. L'etichetta potrebbe per esempio presentarsi così: "Prodotto in Svizzera secondo le prescrizioni tecniche dell'Italia".

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SDA-ATS