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Il miglioramento dell'integrazione degli stranieri non è contestato, ma il progetto che è stato posto in consultazione deve essere rivisto e reso meno pesante. Il dipartimento di giustizia e polizia (DFGP) di Simonetta Sommaruga è stato quindi incaricato dal governo di elaborare il messaggio alle Camere entro la fine dell'anno.

Il Consiglio federale rimane fermo sul fatto che soltanto gli stranieri ben integrati potranno ottenere il permesso di domicilio allo scadere dei dieci anni di dimora. Cade invece la questione di valutare la loro assimilazione tutti gli anni, in quanto l'onere amministrativo risulterebbe troppo gravoso.

In futuro Confederazione e Cantoni svilupperanno e finanzieranno congiuntamente i programmi d'integrazione cantonali (fino a un importo complessivo di circa 110 milioni di franchi), con il coinvolgimento dei Comuni e dei servizi specializzati. È inoltre previsto che gli stranieri che non si conformeranno agli accordi d'integrazione rischieranno la revoca del permesso di dimora.

Nella consultazione che si è conclusa lo scorso marzo - rileva il governo - vi è stato un unanime consenso sulla necessità di promuovere l'integrazione grazie a provvedimenti concreti.

Approvata anche l'impostazione generale del progetto, che consiste nel far passare l'integrazione per i canali della realtà quotidiana, ossia scuola, formazione, luogo di lavoro o vita associativa. Dove non vi siano o non siano accessibili questo tipo di strutture dovrà essere offerta una promozione specifica dell'integrazione.

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SDA-ATS