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Una seduta del Consiglio federale svizzero.

KEYSTONE/ANTHONY ANEX

(sda-ats)

Occorre proseguire i programmi cantonali d'integrazione (PIC) degli stranieri. Dopo aver stilato un bilancio intermedio, il Consiglio federale chiede al Parlamento di autorizzare un nuovo credito d'impegno per la seconda fase dal 2018 al 2021.

Dal 2014, la Confederazione e i cantoni applicano misure specifiche di promozione dell'integrazione, nell'ambito di PIC quadriennali. Dal bilancio intermedio risulta che questi programmi, cofinanziati da Berna e dai cantoni, sono uno "strumento flessibile di incoraggiamento dell'integrazione di persone straniere", precisa il governo.

I PIC hanno obiettivi strategici comuni in diversi ambiti di promozione. Uno di essi consiste nell'informare i migranti, sin dal loro arrivo, del modo di vivere in Svizzera e delle possibilità d'integrazione, nonché nell'incitarli ad apprendere una lingua nazionale. Un'altra priorità è l'integrazione professionale delle persone ammesse provvisoriamente e dei rifugiati riconosciuti.

Successi e sfide

Tutti i cantoni hanno concluso convenzioni programmatiche con la Confederazione. Complessivamente sono stati investiti circa 175 milioni di franchi nei primi due anni del programma. "Dal bilancio intermedio emergono sia successi innegabili sia sfide persistenti", sottolinea il Consiglio federale.

Tra i successi figurano il rafforzamento del ruolo dei cantoni nell'incoraggiamento dell'integrazione, nonché il netto miglioramento della collaborazione tra gli attori statali. Anche a livello comunale si è registrato un miglioramento della promozione dell'integrazione.

Sul fronte delle sfide, il rapporto rileva che i bisogni linguistici sono superiori all'offerta. Inoltre, essendo elevato il numero dei migranti non qualificati, l'offerta dei corsi che consente di acquisire o di riconoscere qualifiche professionali non basta.

32 milioni all'anno per i cantoni

Le misure di incoraggiamento dell'integrazione saranno ancora sviluppate. Le offerte di qualifica professionale destinate alle persone ammesse provvisoriamente e ai rifugiati riconosciuti saranno ampliate, affinché possano trovare più facilmente un impiego.

Per il periodo 2018-2021, la Confederazione intende versare annualmente ai cantoni 32,4 milioni di franchi all'anno, a condizione che essi partecipino nelle stesse proporzioni all'attuazione delle misure di promozione dell'integrazione. A ciò si aggiunge una somma forfettaria per ogni rifugiato riconosciuto e persona ammessa a titolo provvisorio.

SDA-ATS

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