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La Svizzera si impegnerà, dal 10 al 14 ottobre a Kigali, in Ruanda, in favore dell'estensione del Protocollo di Montréal che chiede la messa al bando a livello mondiale delle principali sostanze che impoveriscono lo strato d'ozono.

Il Consiglio federale ha approvato oggi il mandato negoziale della delegazione elvetica che parteciperà alla 28esima Conferenza delle Parti al Protocollo.

Le sostanze che contribuiscono all'erosione della fascia d'ozono, che ci protegge dai raggi ultravioletti, costituiscono nel contempo forti gas serra che favoriscono il riscaldamento climatico. Il loro divieto a livello internazionale ha già consentito di fermare l'espansione del buco dell'ozono, si legge in una nota governativa odierna. Tuttavia occorrerà attendere la metà del secolo per la ricostituzione completa dello strato dell'ozono.

La Svizzera continuerà ad impegnarsi affinché il Protocollo di Montréal venga esteso anche agli idrofluorocarburi parzialmente alogenati (HCFC), sostanze che si contraddistinguono per il loro effetto serra elevato. La riunione di Kigali si prefigge appunto di portare a termine e di approvare l'ampliamento del Protocollo, contribuendo così alla protezione climatica.

La realizzazione di questi obiettivi costituirebbe un primo passo della comunità internazionale verso la concretizzazione degli obblighi stabiliti in occasione della Conferenza sul clima del 2015 a Parigi, precisa ancora il comunicato.

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SDA-ATS