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Il Consiglio federale ha deciso oggi di prolungare fino al 31 maggio 2019 le restrizioni temporanee all'immigrazione di lavoratori bulgari e romeni (foto simbolica d'archivio).

KEYSTONE/PETER SCHNEIDER

(sda-ats)

Il Consiglio federale ha deciso oggi di riattivare fino al 31 maggio 2018 le restrizioni temporanee all'immigrazione di lavoratori bulgari e romeni (clausola di salvaguardia).

Lo indica una nota odierna della Segreteria di Stato della migrazione (SEM), in cui si specifica che nei confronti di questi Paesi viene mantenuta la priorità dei lavoratori indigeni, nonché i contingenti e il controllo delle condizioni salariali e lavorative.

Nei prossimi 12 mesi, quindi, i cittadini bulgari e romeni che intendono esercitare un'attività lucrativa nel quadro di un permesso di dimora B avranno solo un accesso limitato al mercato del lavoro svizzero.

Dal primo giugno 2016, i cittadini dei due Stati dell'Europa orientale beneficiano della libera circolazione completa. Tuttavia, indica la SEM, tra il luglio 2016 e il maggio 2017 si è registrata una forte domanda di permessi di dimora da parte di lavoratori bulgari e romeni, tanto che il valore soglia è stato nettamente superato.

Rispetto all'anno precedente, nel solo 2016 il saldo migratorio relativo a questi 2 Paesi è raddoppiato (3300 persone circa). Questo aumento contraddice la tendenza generale caratterizzata da un calo del saldo migratorio riferito ai Paesi dell'UE e dell'Associazione europea di libero scambio.

Stando al comunicato della SEM, nei prossimi 12 mesi, quindi, i permessi di dimora per cittadini bulgari e romeni saranno limitati a 996 unità e liberati trimestralmente. Per contro, nel caso dei permessi di soggiorno di breve durata (permesso L) le condizioni per l'attivazione della clausola di salvaguardia non sono soddisfatte.

L'Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) tra la Svizzera e i due Stati dell'Europa orientale è in vigore dal giugno 2009. Attivando la clausola, il Consiglio federale applica uno strumento di regolamentazione dell'immigrazione previsto dall'ALC e tiene conto della decisione, presa dal Parlamento lo scorso dicembre, di dare la precedenza alle persone disoccupate indigene.

I lavoratori bulgari e romeni esercitano infatti professioni stagionali caratterizzate proprio da tassi di disoccupazione superiori alla media.

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SDA-ATS