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Chi fa testamento potrà in futuro favorire maggiormente un partner con il quale non è sposato oppure i figli di quest'ultimo. Sarà inoltre possibile registrare un "testamento d'urgenza" in caso di pericolo di morte.

È quando prevede la riforma del diritto successorio posta oggi dal Consiglio federale in consultazione fino al 20 giugno.

Le attuali norme risalgono al 1907 e da allora sono state modificate soltanto in singoli punti. La prassi vigente non è dunque sufficientemente adeguata all'attuale realtà sociale, ha fatto notare la consigliera federale Simonetta Sommaruga in una conferenza stampa. Le disposizioni sulla divisione del patrimonio dopo la morte sono troppo rigide e non sono proporzionate alle molteplici forme della vita familiare attuale, ha aggiunto.

Chi redige un testamento non ha libera facoltà di decidere chi erediterà il suo patrimonio. I figli, il coniuge e in alcuni casi i genitori hanno infatti diritto a una quota della successione. Il Consiglio federale intende ora limitare queste cosiddette "porzioni legittime".

In virtù delle disposizioni proposte oggi, che fanno seguito all'adozione da parte del Parlamento di una mozione dell'ormai ex "senatore" Felix Gutzwiller (PLR/ZH), la porzione legittima dei figli e del coniuge verrà ridotta rispettivamente da tre a due quarti e da due a un quarto. Quella dei genitori verrà eliminata del tutto. In questo modo, ha sottolineato la ministra di giustizia, si potrà far beneficiare in misura maggiore i conviventi di fatto o i figliastri, che continueranno a non godere di un diritto successorio legale.

Per proteggere il convivente superstite dai rigori finanziari, il Consiglio federale vuole anche introdurre una pretesa a un cosiddetto "legato di mantenimento". Quando il partner ha fornito ragguardevoli prestazioni nell'interesse del defunto - sotto forma di cure o di prestazioni finanziarie - deve poter beneficiare di una parte dell'eredità per il proprio mantenimento, ha sottolineato Sommaruga. Lo stesso dovrà valere per i figliastri e altri minori che vivono nell'economia domestica del defunto ed hanno avuto bisogno del suo sostegno finanziario.

Le nuove norme contengono pure una disposizione per arginare il rischio della captazione di eredità. Per impedire che si abusi della fiducia di una persona per procurarsi vantaggi finanziari dopo la sua morte, in futuro il disponente non potrà lasciare più di un quarto del suo patrimonio alle persone con le quali ha un rapporto di fiducia in ragione della loro funzione professionale, come il medico curante o l'avvocato.

Nulla cambierà invece se la persona deceduta non ha redatto un testamento: se lascia figli e coniuge, metà del patrimonio va alla prole e l'altra metà al/alla consorte.

L'altra novità riguarda l'introduzione della possibilità di registrare su video un "testamento d'urgenza", per esempio con uno smartphone, in situazioni di pericolo di morte imminente. Con questo metodo, i due testimoni che finora dovevano certificare questo tipo di testamento non sono più necessari.

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SDA-ATS