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La Riforma III dell'imposizione delle imprese non comprenderà una nuova imposta sugli utili di capitale su titoli. Vista la forte opposizione, il Consiglio federale rinuncia a introdurre il balzello che avrebbe permesso di incassare 300 milioni di franchi all'anno.

Il governo ha ora incaricato il Dipartimento federale delle finanze (DFF) di elaborare entro giugno del 2015 un messaggio da trasmettere alle Camere. Per le casse della Confederazione, le modifiche proposte costeranno oltre un miliardo di franchi all'anno.

Gli oppositori all'imposta sugli utili di capitale temevano che se mantenuta, questa tassa avrebbe fatto fallire l'intero progetto. Il popolo in votazione aveva infatti già respinto una proposta del genere nel 2001.

Rispetto alla versione inviata in consultazione, il governo ha anche rinunciato alle modifiche alla compensazione delle perdite (soppressione del limite di sette anni) e all'introduzione di un'imposta sull'utile con deduzione degli interessi. Confermata invece l'abolizione della tassa d'emissione sul capitale proprio, soppressione richiesta dal Parlamento.

Anche l'imposizione dei dividenti sarà rivista, in particolare sarà uniformato e limitato al 30% lo sgravio dell'imposizione parziale su dividendi. La quota minima di partecipazione del 10% rimane.

Lo scopo della terza riforma della tassazione delle imprese - ha ricordato oggi la consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf in una conferenza stampa a Berna - rimane invariato: eliminare le norme fiscali esistenti che non sono più compatibili con gli standard internazionali. Si tratta in particolare degli statuti fiscali applicati dai Cantoni alle società holding, alle società di domicilio e alle società miste.

Come previsto, la Confederazione, a titolo di compensazione, prevede di introdurre nuovi strumenti fiscali, quali ad esempio i "licence box". Ampiamente diffusi in altri Stati Ue e OCSE e applicati in Svizzera solo dal canton Nidvaldo, essi consentono un'imposizione privilegiata, ossia più bassa, dei redditi generati dalla proprietà intellettuale.

I cantoni avranno poi la possibilità di abbassare il tasso d'imposizione degli utili delle imprese. I costi della riforma saranno sostenuti in parti uguali dalla Confederazione e dai Cantoni. La quota dell'imposta federale diretta di competenza dei Cantoni dovrebbe essere aumentata dall'attuale 17% al 20,5%. I Cantoni chiedevano di portare tale tasso ad almeno il 21,2%.

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SDA-ATS