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Un lupo ucciso nei Grigioni

(sda-ats)

Deve essere possibile abbattere animali protetti quando generano conflitti, provocano danni ingenti o rappresentano un pericolo concreto per l'uomo, nonostante le misure di prevenzione.

È quanto prevede la revisione della legge sulla caccia, posta in consultazione oggi dal Consiglio federale fino al 30 novembre.

Il testo - indica una nota odierna dell'Ufficio federale dell'ambiente (UFAM) - è stato elaborato in adempimento a una mozione del consigliere nazionale Stefan Engler (PPD/GR) relativa alla convivenza tra lupi e comunità montane ed estende i possibili interventi regolatori ad altre specie protette.

La nuova legge chiarisce il rapporto tra autorizzazione ed esame di caccia. La prima consente di cacciare in un determinato cantone e il suo rilascio rimarrà di competenza cantonale. Per ottenerla sarà necessario superare un esame, uniformato a livello nazionale, nel quale saranno verificate le competenze in materia di protezione delle specie, degli spazi vitali e degli animali, così come la manipolazione delle armi, compresa la precisione di tiro.

Il progetto completa inoltre le disposizioni sulle specie cacciabili e i relativi periodi di protezione modificate con la revisione del 2012 dell'ordinanza sulla caccia. La moretta tabaccata, la pernice grigia e lo svasso maggiore saranno protetti a norma di legge, il corvo comune sarà inserito tra le specie cacciabili, mentre i periodi di protezione del cinghiale e del cormorano saranno accorciati e sarà garantito un periodo di protezione per tutte le specie indigene.

È infine prevista una nuova regolamentazione della gestione delle specie non indigene, per evitare una loro proliferazione. Il daino, il cervo sika e il muflone, che finora beneficiavano di un periodo di protezione, potranno per esempio essere cacciati tutto l'anno.

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SDA-ATS