Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Si precisano i contorni della riforma fiscale ecologica per il periodo post-2021. Dopo una consultazione preliminare, oggi il Consiglio federale ha precisato le grandi linee del progetto che dovrà accompagnare il progressivo abbandono del nucleare.

Il Dipartimento federale delle finanze e quello dell'energia dovranno sottoporre al governo un progetto preliminare concreto entro l'inizio del 2015. L'obiettivo rimane quello di sostituire l'attuale sistema di sovvenzionamento con uno d'incentivazione fondato sulla fiscalità.

Tale principio non sembra contestato. La consultazione preliminare eseguita l'autunno scorso mostra tuttavia pareri divergenti circa le modalità di applicazione della riforma.

Erano state proposte due varianti. La prima prevede il mantenimento della tassa sul CO2 limitata ai combustibili e l'introduzione di una tassa sul consumo di elettricità. Visto l'aumento graduale dei balzelli, una parte dei provvedimenti di incoraggiamento dovrebbero essere mantenuti.

L'altra opzione prevede anche l'applicazione della tassa sul CO2 ai carburanti con aliquote d'imposizione più elevate. Questa variante permetterebbe di raggruppare le tasse sul consumo di elettricità e sul CO2 in un unico balzello che includa l'insieme delle fonti di energia.

L'idea di introdurre o meno una tassa sui carburanti rimane sul tavolo, ha deciso il governo nella sue linee direttrici. L'attuale tassa sui combustibili dovrà essere mantenuta e innalzata periodicamente. Il programma edifici che sovvenziona i risanamenti energetici sarà abbandonato progressivamente a partire dal 2020.

Verrà introdotta una tassa sull'energia, modulata in funzione del modo di produzione. Tale tassa dovrà essere accompagnata, a titolo provvisorio, da un miglioramento dei sostegno alla corrente verde iniettata nella rete.

SDA-ATS