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La situazione attuale riguardo sicurezza e migrazione non richiede controlli rafforzati ai confini nazionali. Lo comunica oggi il Consiglio federale. Negli aeroporti, ossia alle frontiere esterne dello spazio di Schengen, vengono invece verificati tutti i documenti.

Tali dati vengono in seguito confrontati con le informazioni disponibili nei sistemi di ricerca di persone nazionali ed europei, precisa un comunicato della Segreteria di stato della migrazione.

Circa le frontiere interne, nell'ambito dei normali controlli, il Corpo delle guardie di confine esegue già ispezioni delle persone in caso di sospetti. Qualora fosse necessario, questo corpo intensificherebbe i controlli rafforzando la sua presenza nelle regioni di frontiera, come successo nelle scorse settimane.

Controlli rafforzati sarebbero possibili solo nel quadro di una situazione eccezionale che metta a rischio l'ordine pubblico o la sicurezza interna. Ciò, al momento, non è il caso.

I controlli mobili, come quelli condotti dalle Guardie di confine, sono di regola molto più efficaci. Considerando che passano ogni giorno la frontiera elvetica 750 mila persone e 350 mila veicoli, verifiche più approfondite non sarebbero nemmeno realizzabili.

Il codice frontiere Schengen, che vale anche per la Svizzera, obbliga gli Stati membri a sottoporre le persone alle proprie frontiere esterne a un controllo minimo, teso ad accertare l'identità dei viaggiatori e verificare l'autenticità dei documenti di viaggio. Nei tre scali nazionali - Ginevra, Zurigo e Basilea/Mulhouse - vengono verificati "sistematicamente i documenti di viaggio e le generalità di tutti i viaggiatori". Il Governo non intende modificare tale prassi, sfruttando così appieno "il margine di manovra giuridico a disposizione per i controlli di sicurezza".

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SDA-ATS