Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

Il Consiglio federale ha licenziato oggi il messaggio concernente una modifica della Convenzione per evitare le doppie imposizioni (CDI) con l'Italia.

Il testo, fedele all'intesa sottoscritta a Milano in febbraio dalla consigliera federale Eveline Widmer-Schlumpf e dal ministro italiano Pier Carlo Padoan, permette di agevolare la regolarizzazione dei clienti italiani di banche svizzere nel quadro del programma italiano di autodenuncia.

Formalmente, spiega un comunicato odierno della Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI), il disegno di legge inviato alle Camere concerne un protocollo che modifica la CDI tra Berna e Roma del 1976.

Il testo contiene disposizioni sullo scambio di informazioni su domanda conforme al vigente standard internazionale, che è fissato dal modello di convenzione dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE) e che costituisce il primo passo verso lo scambio automatico di informazioni.

Il protocollo, con ricadute non indifferenti per la piazza finanziaria ticinese, è necessario per permettere ai cittadini italiani con capitali non dichiarati in Svizzera di godere del programma di autodenuncia (VDP) in vigore dal 2 gennaio. Consente ai cittadini italiani con conti in nero un percorso ordinato e legale di emersione. Dal canto loro i banchieri ed altri intermediari finanziari non sono considerati "di principio" responsabili dei reati fiscali commessi dai loro clienti.

L'intesa si era resa necessaria per evitare che la piazza finanziaria svizzera venisse discriminata sulla base di una "lista nera" di Paesi poco cooperativi.

subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.

SDA-ATS