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La Legge federale sugli esami genetici sull'essere umano (LEGU) deve poter tener conto maggiormente dei progressi della tecnica. Siccome una migliore accessibilità ai test aumenta il pericolo di abusi, bisogna ampliare le disposizioni penali, perseguendo - oltre agli specialisti - anche i privati. Sono questi alcuni punti della revisione della legge messa in consultazione oggi fino al 26 maggio dal Consiglio federale.

La revisione totale permetterà di estendere il campo d'applicazione della legge a quasi tutti gli esami genetici sull'essere umano, adeguando fra l'altro le condizioni per gli esami prenatali, in modo da impedire abusi e garantire la protezione della personalità, si legge in un comunicato odierno del Dipartimento federale dell'interno (DFI).

Riguardo proprio ai casi prenatali, la possibilità sempre più diffusa di effettuare test genetici a uno stadio molto precoce e senza rischi (ad esempio per individuare trisomia 21 o scoprire il sesso) ha spinto il Consiglio federale a mantenere le vigenti protezioni del feto, precisando i requisiti da applicare in materia.

Lo scorso dicembre il parlamento ha tra l'altro adottato la Legge sulla medicina della procreazione (LPAM) che permetterà l'analisi genetica - anche per anomalie come la trisomia - degli embrioni in vitro.

Il progetto preliminare presentato oggi riserva un'attenzione particolare al trattamento delle cosiddette informazioni in eccesso. I progressi tecnici permettono di scoprire molte più informazioni di quanto realmente necessario ai fini della ricerca, come fattori di rischio di affezioni che potrebbero insorgere nel corso della vita.

Se l'esame genetico è eseguito in ambito medico, la persona interessata dovrà poter decidere autonomamente quali informazioni le debbano essere comunicate e quali no. Nel caso di esami eseguiti al di fuori dell'ambito medico, questo tipo di informazioni in eccesso non potranno essere comunicate.

Dato che con una migliore accessibilità agli esami il pericolo di abusi aumenta, nel progetto preliminare è stata decisa un'estensione delle disposizioni penali. D'ora in poi, oltre agli specialisti saranno perseguibili anche i privati.

Esami al di fuori dell'ambito medico

La LEGU disciplina attualmente gli esami genetici in ambito medico, dove non sono necessari adeguamenti, si legge nella nota. La situazione è diversa per quanto concerne i test al di fuori della medicina per accertare le caratteristiche del patrimonio genetico, come per esempio nelle analisi delle attitudini sportive, nell'ottimizzazione dell'alimentazione o nello stabilire l'origine etnica. Finora questi accertamenti non erano disciplinati.

L'avamprogetto prevede che tali esami possano essere offerti anche al di fuori degli ospedali o degli studi medici, ad esempio nelle farmacie. I laboratori incaricati di eseguire queste analisi sono soggetti a un obbligo di autorizzazione.

In assenza di un rischio di abuso o di discriminazione, questi esami possono essere dispensati direttamente ai clienti anche al di fuori dell'ambito medico, anche attraverso Internet (ad esempio i test riguardanti il colore dei capelli o degli occhi oppure la capacità di percezione del gusto).

Anche se i laboratori che eseguono questo tipo di accertamenti non sono soggetti a una vigilanza dell'autorità, devono tuttavia attenersi alle disposizioni della LEGU concernenti la protezione dei dati.

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SDA-ATS