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Nonostante i segnali negativi giunti da Bruxelles, il Consiglio federale non si è lasciato impressionare: intende infatti rinegoziare con l'Ue l'Accordo sulla libera circolazione delle persone (ALC) applicando alla lettera l'iniziativa contro l'immigrazione di massa del 9 febbraio 2014, con un occhio di riguardo tuttavia agli interessi generali dell'economia.

Il progetto preliminare inviato in consultazione oggi fino al 28 maggio, ricalca in sostanza quello presentato nel giugno scorso: tetti massimi e contingenti annuali per tutti gli stranieri e priorità al reclutamento della forza lavoro residente.

I tetti massimi verrebbero applicati per i soggiorni con fini lavorativi di più di quattro mesi, ossia ai permessi di dimora e ai permessi di soggiorno di breve durata. Vi dovrebbero sottostare anche i frontalieri, i famigliari, gli immigrati che non lavorano, come anche i rifugiati e le persone ammesse provvisoriamente.

Come in giugno, per i lavoratori notificati (assunzioni d'impiego, indipendenti, distaccati) non dovrebbero essere introdotti limiti: per loro varrà l'obbligo di notifica come ora.

Stando al progetto, spetterà al Consiglio federale fissare i tetti massimi e i contingenti, ha dichiarato la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga, precisando tuttavia che i cantoni potranno dire la loro nella commissione dell'immigrazione, che formulerà raccomandazioni al governo.

Quest'ultimo, ha ricordato la ministra di giustizia e polizia, ha rinunciato a definire in anticipo un obiettivo di riduzione rigido per preservare gli interessi generali dell'economia e in linea con quanto chiesto dall'iniziativa.

Il progetto governativo prevede quindi un adeguamento della legge federale degli stranieri e dell'ALC. Questo processo deve essere portato avanti contemporaneamente, ha precisato Sommaruga, facendo anche riferimento ai tempi stretti per l'applicazione del nuovo articolo costituzionale: febbraio 2017.

Negoziati con Ue, una gara ad ostacoli

Sia Simonetta Sommaruga che il consigliere federale Didier Burkhalter - anch'egli presente assieme a Johann Schneider-Ammann - non hanno fatto mistero della corsa ad ostacoli che attende il Governo in merito ai negoziati con Bruxelles per ottenere quella che equivale a una vera e propria "quadratura del cerchio".

Per innalzare le possibilità di successo, il mandato negoziale con l'Ue è stato formulato in maniera aperta, ha detto Sommaruga. Dopo la doccia fredda dell'estate scorsa, quando l'ex Alto rappresentante della politica estera Ue, Catherine Ashton, aveva risposto picche alle "avances" di Berna, ora sembra aprirsi uno spiraglio.

Nel corso di una recente visita a Bruxelles, la nuova commissione Ue si è detta disposta ad avviare un dialogo con la Confederazione sull'immigrazione. "Si tratta di un piccolo passo, ma non senza significato", ha sostenuto la consigliera federale bernese, sottolineando almeno la disponibilità dei partner europei al dialogo.

Nel suo intervento, il ministro dell'economia Johann Schneider-Ammann ha sottolineato l'enorme importanza dei bilaterali per l'economia elvetica e la necessità di mantenere il più possibile aperto il mercato europeo per le imprese.

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SDA-ATS