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Il Consiglio federale vuole impedire l'aggiramento delle sanzioni internazionali relative al conflitto in Ucraina. Per questa ragione ha emanato - per mezzo di un'ordinanza - misure in questo senso. L'entrata in vigore è prevista per oggi alle 18:00. L'esecutivo ha anche deciso di non applicare le sanzioni dell'Unione europea (UE).

Il 26 marzo il governo aveva preso conoscenza delle sanzioni inflitte da una parte della comunità internazionale e deciso che la Svizzera avrebbe adottato i provvedimenti necessari per impedirne l'aggiramento sul proprio territorio. Oggi ha scelto di non applicare le sanzioni dell'UE ma di adottare solo le misure per impedire l'aggiramento, si legge in un comunicato odierno del Dipartimento federale dell'economia, della formazione e della ricerca.

A partire da subito gli intermediari finanziari con sede in Svizzera non potranno instaurare nuove relazioni d'affari con le 33 persone fisiche che all'interno dell'UE sono soggette a sanzioni finanziarie. Questi soggetti non potranno trasferire in Svizzera i valori patrimoniali che detengono al di fuori dell'UE.

Con questa manovra - si legge ancora nella nota - il Consiglio federale intende evitare di dare l'impressione che la piazza finanziaria svizzera tragga vantaggio dalle misure restrittive decise dall'Europa.

Eventuali relazioni d'affari già esistenti non sottostanno al divieto, ma devono essere notificate alla Segreteria di Stato dell'economia (SECO), che seguirà l'evoluzione della situazione.

Per quel che riguarda gli spostamenti delle persone coinvolte, grazie all'accordo di associazione alla normativa di Schengen, la restrizione imposta dall'UE viene applicata in automatico anche in Svizzera. Il Consiglio federale si riserva la possibilità di prendere ulteriori misure in base all'evolversi della situazione.

SDA-ATS