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Introdurre il braccialetto elettronico, migliorare il coordinamento fra autorità e rivedere le disposizioni sull'archiviazione di una procedura penale. Sono alcune delle misure che il governo ha proposto per aumentare la protezione delle vittime di violenza domestica e stalking (foto archivio).

KEYSTONE/AP/NATACHA PISARENKO

(sda-ats)

Introdurre il braccialetto elettronico, migliorare il coordinamento fra autorità e rivedere le disposizioni sull'archiviazione di una procedura penale.

Sono alcune delle misure che il Consiglio federale ha proposto oggi di introdurre nel diritto penale e civile per aumentare la protezione delle vittime di violenza domestica e stalking.

L'esecutivo ha deciso di intervenire sulla base di una valutazione delle norme vigenti e in risposta a diversi interventi parlamentari. Malgrado gli sforzi intrapresi per combattere questi fenomeni, negli ultimi anni non si è infatti assistito a una diminuzione dei casi.

Lo scorso anno sono state registrate 17'685 infrazioni in questo ambito, un dato in crescita del 2% rispetto al 2015 e del 13% rispetto al 2014. Questa situazione ha portato alla morte di 18 donne e un bambino nel 2016 e a 52 tentativi di omicidio.

Questa situazione deve assolutamente cambiare, ha affermato in conferenza stampa la consigliera federale Simonetta Sommaruga, ricordando di aver prestato servizio notturno in un centro di accoglienza per le vittime di violenza domestica negli anni Ottanta a Friburgo.

Alcuni cantoni si sono già mossi per meglio gestire la minaccia e il governo li incoraggia a scambiarsi informazioni in questo contesto. A livello legislativo permangono tuttavia punti deboli, emersi in due distinti rapporti stilati in risposta a postulati della consigliera nazionale Yvonne Feri (PS/AG). Fra questi figurano alcuni aspetti del diritto processuale, ma anche la difficoltà di far applicare le misure di protezione decise dal giudice.

Per colmare queste lacune il governo propone l'introduzione nel Codice civile di una base legale che consenta di ordinare la sorveglianza elettronica di una persona, tramite braccialetto geolocalizzato. Il rispetto del divieto di contatto è uno dei principali problemi nei casi di stalking, ha rilevato la ministra della giustizia, confidando in un chiaro miglioramento della situazione con questo strumento.

Per evitare costi eccessivi è stata preferita la sorveglianza a posteriori dei dati, a cose avvenute. In questo caso l'entrata in contatto non può essere evitata, ma lo strumento può fornire le prove che l'autore è tornato a più riprese nei pressi del domicilio della vittima. Questa misura, attuata solo su richiesta, avrà una durata limitata e potrà essere prolungata al massimo per dodici mesi.

Per eliminare ulteriori ostacoli a livello civile, il Consiglio federale propone che le spese processuali non siano più addossate alle vittime. Il giudice comunicherà inoltre la sua decisione a tutti i servizi competenti per la protezione o l'esecuzione delle misure, in modo da migliorare il loro coordinamento.

A livello penale è previsto un nuovo disciplinamento della sospensione o dell'abbandono di un procedimento per lesioni semplici, vie di fatto reiterate, minacce o coazione nei rapporti di coppia. La decisione sulla prosecuzione non dipenderà più unicamente dalla volontà della vittima - che in alcuni casi può subire pressioni dall'imputato - ma anche dall'autorità penale.

La sospensione del procedimento sarà decisa solo se migliorerà la situazione della vittima. Non sarà ammessa in caso di sospetta recidiva nel rapporto di coppia. L'autorità avrà inoltre la facoltà di obbligare l'imputato a seguire un programma rieducativo contro la violenza.

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SDA-ATS