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Un punto di ristoro lungo l'autostrada

KEYSTONE/MARTIN RUETSCHI

(sda-ats)

I ristoranti e i negozi situati nelle aree di servizio autostradali dovrebbero essere autorizzate a vendere bevande alcoliche.

Contro il parere della sinistra e dell'Ufficio prevenzione infortuni (upi), il Consiglio federale sostiene una mozione della Commissione dei trasporti del Nazionale (CTT-N) che chiede di abolire il divieto in vigore dal 1964.

La risposta del governo è stata pubblicata oggi sul sito del Parlamento e non contiene alcuna giustificazione. Stando alla CTT-N, il diritto in vigore è contrario al principio della libera concorrenza. I commerci delle aree di servizio sono fortemente penalizzati, poiché i loro concorrenti situati appena dopo le uscite autostradali possono vendere bevande alcoliche.

Inoltre, secondo la maggioranza della commissione, in nessuno dei Paesi limitrofi vige un simile divieto e coloro che consumano alcolici al ristorante di un'area di servizio autostradale sono per la maggior parte passeggeri. "Ogni automobilista deve rispettare le nostre leggi, anche per quanto riguarda i limiti d'alcolemia al volante. Ognuno è responsabile dei propri atti", sostiene la CTT-N.

La reazione dell'upi non si è fatta attendere. Secondo l'Ufficio prevenzione infortuni, grazie al divieto di vendere bevande alcoliche "le autostrade svizzere sono fortunatamente molto sicure". La sua abolizione rischia invece di far aumentare il numero di incidenti.

Stando al più recente sondaggio, l'82% degli Svizzeri sostiene il divieto di vendere bevande alcoliche lungo le autostrade. Finora il Consiglio federale e il Parlamento hanno sempre bocciato precedenti tentativi di abolire questa misura.

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SDA-ATS