Contenuto esterno

Il seguente contenuto proviene da partner esterni. Non possiamo dunque garantire che sia accessibile per tutti gli utenti.

"Non dobbiamo restare raggelati, ma reagire!": è la replica della presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga alle stragi compiute negli scorsi giorni a Parigi, nelle quali sono morte 16 persone più gli attentatori. La ministra elvetica parteciperà oggi pomeriggio, assieme a numerosi altri capi di Stato europei, alla marcia contro il terrorismo organizzata nella capitale francese.

"La Svizzera, come molti altri paesi, ha testimoniato alla Francia il suo appoggio e la sua solidarietà", ha dichiarato la presidente della Confederazione in un'intervista pubblicata oggi dal settimanale svizzerotedesco "SonntagsZeitung". "La cosa più importante per ora è che noi tutti difendiamo i nostri valori comuni."

Ma Simonetta Sommaruga vuole andare oltre: l'attacco contro la redazione del settimanale francese "Charlie Hebdo" di mercoledì - nel quale sono state uccise 12 persone tra cui quattro vignettisti di fama - dovrebbe essere l'occasione di ancorare ancora più profondamente nelle nostre società diritti fondamentali quali la libertà di espressione. "Non è una cosa scontata", ha sottolineato.

La ministra elvetica della giustizia mette tuttavia in guardia dal compiere il "fatale errore" di attribuire la responsabilità di questi atti terroristici a una comunità religiosa. "Non dimentichiamo che la stragrande maggioranza dei musulmani sono molto ben integrati" ha affermato in un'altra intervista concessa alla "Zentralschweiz am Sonntag".

Oggi la presidente della Confederazione è a Parigi per partecipare assieme ad altri 40 capi di Stato e di governo invitati dal presidente francese François Hollande alla marcia contro il terrorismo che si terrà alle 15.00 nella capitale transalpina.

La manifestazione odierna vuole da un lato dare una risposta chiara e unita a chi ha violato la libertà di stampa e di espressione e dall'altro costituisce un gesto di solidarietà nei confronti di tutte le vittime degli attentati degli scorsi giorni nella capitale francese. "Si tratta di un messaggio di solidarietà e di difesa dei nostri valori", ha riassunto ai microfoni della radio romanda il presidente del Partito socialista Christian Levrat, presente anche lui alla marcia parigina.

Continuano intanto in tutta Europa le dimostrazioni organizzate all'insegna di #JeSuisCharlie. In Francia oltre alla marcia di Parigi si segnalano grandi manifestazioni a Tolosa, Nantes, Marsiglia, Lille, Nizza e Montpellier.

In Svizzera ieri a Ginevra circa 2000 persone si sono incontrate davanti al consolato francese, deponendo fiori e ceri in memoria delle vittime. Alcuni musicisti hanno poi interpretato l'Adagio per archi di Samuel Barber. A Bellinzona circa 500 manifestanti si sono riuniti sulla Piazza del Governo, dove ha preso la parola il caricaturista ticinese Corrado Mordasini.

Oggi altri raduni sono previsti nel pomeriggio a a Losanna, Ginevra, La-Chaux-de-Fonds ed in Ticino: numerose informazioni a questo proposito circolano sui social network.

Intanto, in una nota diramata in giornata, la Federazione svizzera delle comunità israelite (FSCI) e la Piattaforma degli ebrei liberali di Svizzera hanno condannato l'attacco a Charlie Hebdo di mercoledì e il sequestro di ostaggi nel negozio Kosher di venerdì a Parigi. "Con i loro atti orrendi i terroristi calpestano i nostri valori di rispetto reciproco e di libertà", si legge nel testo.

Neuer Inhalt

Horizontal Line


subscription form

Abbonatevi alla nostra newsletter gratuita per ricevere i nostri articoli.








Teaser Longform The citizens' meeting

Non mancate il nostro approfondimento sulla democrazia diretta svizzera

1968 in Svizzera

SDA-ATS