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ChemChina e Sinochem studiano fusione

KEYSTONE/EPA/WU HONG

(sda-ats)

I colossi cinesi ChemChina e Sinochem studiano l'unione. Un accordo potrebbe essere raggiunto il prossimo anno, creando il maggiore gruppo chimico al mondo con 100 miliardi di dollari di ricavi.

Lo riporta il Financial Times citando alcune fonti. La fusione arriverebbe dopo l'acquisizione da 43 miliardi di dollari della basilese Syngenta da parte di ChemChina.

La decisione di far convolare a nozze ChemChina e Syngenta è spinta dalla politica cinese e punta ad assicurare che ChemChina abbia la forza necessaria per assorbire Syngenta, spiegano alcune fonti al Financial Times.

La fusione unirebbe due culture societarie profondamente diverse. Sinochem, fondata durante l'embargo americano alla Cina negli anni 1950, è un conglomerato che si muove lentamente, con il processo decisionale scandito dal 'consenso'. ChemChina invece opera come un'azienda di stato solo di nome, muovendosi più come un'aggressiva società privata.

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SDA-ATS