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CHEOPS: superati i primi importanti test

Una ricostruzione di CHEOPS mentre orbita intorno alla Terra. KEYSTONE/SCIENCE PHOTO LIBRARY SPL/ATG MEDIALAB/EUROPEAN SPACE AGEN sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 08 gennaio 2020 - 16:38
(Keystone-ATS)

Il telescopio spaziale CHEOPS, entrato in orbita il 18 dicembre, ha superato stamane due importanti test iniziali. Tuttavia, bisognerà attendere ancora qualche settimana per ottenere le prime vere e proprie immagini.

CHEOPS (abbreviazione di CHaracterising ExOPlanets Satellite) è il primo progetto diretto dalla Svizzera e dall'Agenzia spaziale europea (ESA) e ha come obiettivo studiare gli esopianeti, ovvero quelli che non appartengono al Sistema solare. Il 18 dicembre, con un giorno di ritardo rispetto alla tabella di marcia, è stato lanciato nello spazio dalla piattaforma di Kourou, nella Guyana francese, a bordo di un razzo di fabbricazione russa Soyuz.

Poco dopo l'inizio della missione, è stata controllata la comunicazione con il satellite, che trasporta il telescopio elaborato e assemblato dall'università di Berna in collaborazione con quella di Ginevra. Dopo la pausa per le festività, questa settimana è iniziata la messa in servizio per attivare e provare tutti i componenti.

Oggi, per la prima volta, il centro di controllo nei pressi di Madrid ha avviato con successo il computer. Il team di scienziati ha anche verificato la funzionalità degli elementi che riscaldano il satellite. Va infatti monitorata la temperatura del telescopio per evitare un eccessivo raffreddamento.

Entrambi i test sono riusciti. "Non potevano andare meglio", ha esultato il principale responsabile della missione, Willy Benz, professore di astrofisica a Berna, interpellato dall'agenzia Keystone-ATS.

CHEOPS gravita attorno alla Terra a un'altitudine di 700 chilometri, sempre esattamente lungo il confine fra il giorno e la notte. Domani verrà scattata una prima foto, ma completamente nera. Il coperchio del telescopio rimarrà infatti chiuso per un certo tempo: una volta aperto, non sarà più possibile tornare indietro.

La prossima settimana sarà la volta di centinaia di immagini, sempre completamente scure, che serviranno a calibrare lo strumento. L'obiettivo è quello di rimuovere i segnali di interferenza indotti dall'hardware, correggendo la foto in un secondo tempo.

Il momento della verità, quello della rimozione della copertura, è in programma il 27 gennaio. Sarà inviata una scossa elettrica che percorrerà e romperà il filo che tiene chiuso il coperchio, il quale, di conseguenza, si aprirà di scatto, rimanendo bloccato in questa posizione. La sera, quando CHEOPS passerà sopra Madrid, la prima immagine reale sarà generata e trasmessa a terra.

La missione intende misurare le minuscole variazioni di luminosità che si manifestano quando un pianeta passa davanti alla sua stella. Queste alterazioni sono proporzionali alla dimensione del corpo celeste e dalla loro grandezza si può dunque calcolare quella del pianeta.

I dati ottenuti, combinati a quelli già disponibili come la massa, permetteranno di determinare la densità degli esopianeti e quindi di classificarli come gassosi, rocciosi, ghiacciati o oceanici. Una tappa fondamentale per determinare le probabilità che siano abitabili.

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