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Quest'anno i gestori degli impianti sciistici hanno dovuto fare i conti con i capricci della natura (foto simbolica d'archivio).

KEYSTONE/AP Destination Davos Klosters/CHRISTIAN PERRET

(sda-ats)

Un Natale verde seguito da una primavera precoce hanno pesato sulla stagione sciistica che si appresta a concludersi.

Particolarmente colpiti sono gli impianti di risalita situati a media altitudine, molti dei quali già chiusi. Quelli ancora aperti sperano nella Pasqua.

Quest'anno i gestori hanno dovuto fare i conti con i capricci della natura. La stagione è partita con un dicembre troppo mite e asciutto: "Da noi non vi è stato un solo fiocco di neve", ha riferito all'ats Sepp Odermatt della stazione Klewenalp-Stockhütte situata nel canton Nidvaldo.

La situazione non è stata diversa in altre regioni: secondo i meteorologi in diversi luoghi al nord delle Alpi vi sono stati 34 giorni di fila senza precipitazioni e pertanto anche senza neve. Ciò ha pesato parecchio sugli impianti di risalita, in particolare durante le festività. La stazione sciistica di Flumserberg (SG), ad esempio, ha registrato la metà dei visitatori, ha affermato la responsabile del marketing Katja Rupf.

Anche gli sforzi fatti in diverse regioni sciistiche nell'attirare la gente con proposte alternative non hanno migliorato i risultati di dicembre.

In quanto ad innevamento è andata un poco meglio ai Grigioni. Nonostante ciò, alcuni impianti hanno censito meno clienti rispetto allo scorso anno. Secondo Christian Prinz, direttore commerciale di Savognin, "se in pianura manca la neve le persone non hanno voglia di andare a sciare".

Malgrado un inizio di stagione difficile, gennaio e soprattutto febbraio hanno permesso di aggiustare un poco la situazione. La neve c'era anche in pianura facendo così aumentare l'affluenza sulle piste. Per le regioni sciistiche questo è stato particolarmente prezioso. Ma anche se questi due mesi sono stati di per sé buoni, non hanno compensato le perdite di dicembre, come riferito da diversi gestori.

Le alte temperature di marzo hanno rapidamente interrotto l'andamento positivo dei due mesi precedenti. Complessivamente, "non è stato un buon inverno e la meteo ha rappresentato una grande sfida", ha affermato Odermatt, precisando che si è trattato del "terzo inverno negativo di fila". E della stessa idea sono quasi tutti i gestori contattati: sia gli impianti di Melchsee-Frutt (OW) che quelli di Elm (GL) e di Savognin (GR) si aspettano risultati peggiori rispetto all'anno scorso.

Diversi impianti sciistici sono peraltro ancora aperti sino a fine aprile o addirittura maggio. Questi puntano sugli sciatori primaverili e sulle vacanze di Pasqua. Magari per loro la stagione potrebbe chiudersi in modo più dolce. Le previsioni sono buone, ha riferito Sébastien Epiney, direttore dell'ufficio turistico di Nendaz (VS).

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SDA-ATS