Navigation

Christchurch: Tarrant voleva attaccare una terza moschea

Brenton Tarrant in tribunale KEYSTONE/EPA/JOHN KIRK-ANDERSON / POOL sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 24 agosto 2020 - 13:27
(Keystone-ATS)

Brenton Tarrant, il suprematista bianco australiano che lo scorso anno uccise 51 fedeli musulmani aprendo il fuoco in due moschee di Christchurch in Nuova Zelanda, voleva attaccare una terza moschea ed incendiarla per poter fare "più vittime possibile".

Lo ha detto la procura neozelandese durante la prima delle udienze in cui si dovrà decidere la pena da infliggere al terrorista.

Tarrant è rimasto impassibile mentre i superstiti e familiari delle vittime della strage raccontavano commossi la loro drammatica esperienza in aula. La procura ha parlato del piano stragista dell'uomo, pianificato meticolosamente, mentre per la prima volta sopravvissuti e familiari lo potevano guardare in faccia. I presenti hanno ascoltato come Tarrant sparò su uomini, donne e bambini, ignorando le richieste di aiuto e passando con la sua auto su un cadavere mentre si muoveva da una moschea all'altra per continuare ad uccidere. Mucaud Ibrahim, tre anni, si aggrappò alla gamba del padre: Tarrant lo uccise mirando con cura, con due colpi, è stato raccontato in tribunale.

L'assassino si è dichiarato colpevole di tutti i capi di accusa. E' probabile che la pena sia l'ergastolo senza possibilità di sconti, la prima volta che una condanna del genere verrà inflitta in Nuova Zelanda.

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.