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Il Servizio di coordinazione per la lotta contro la criminalità su internet (SCOCI) può continuare a sorvegliare le chatroom per combattere la pornografia infantile e la pedofilia. D'ora in avanti gli agenti saranno però sottoposti alla polizia cantonale svittese.

Il Tribunale dei provvedimenti coercitivi svittese ha approvato il relativo accordo tra l'Ufficio federale di polizia (fedpol), lo SCOCI e il canton Svitto, indica la polizia cantonale in una nota diffusa oggi.

A inizio anno in Svizzera è entrato in vigore il nuovo codice di procedura penale, che a livello federale non offre più le basi legali necessarie per indagini preventive in assenza di sospetti iniziali. Svitto è uno dei pochi cantoni che dispone già di una legge autorizzante indagini segrete al di fuori di un procedimento penale.

Per poter continuare ad effettuare indagini mascherate volte a scovare pedofili che tentano di adescare minorenni attraverso le chat su internet, a fine dicembre la Confederazione e il canton Svitto hanno siglato una convenzione che conferisce allo SCOCI il mandato di proseguire la sorveglianza delle chatroom in base all'ordinanza svittese sulla polizia.

Ora il Tribunale dei provvedimenti coercitivi svittese ha approvato l'impiego dei "ciberpoliziotti" sotto la sorveglianza della polizia cantonale. Il via libera è per ora limitato a un anno, ma può essere prolungato.

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SDA-ATS