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In Cile la terra continua a tremare. Così come era successo martedì, nel nord del Paese ieri notte c'è stata una forte scossa, innescando un nuovo allerta tsunami, questa volta definito "moderato". E c'è paura per il "big one", il sisma devastante che si teme, e si "prevede", in quest'area.

Gli abitanti di località quali la città portuale di Iquique hanno quindi ancora una volta dovuto allontanarsi dalla zone costiere e fuggire sulle alture di fronte alla paura delle onde che portano i maremoti. Tra questi anche la presidente Michelle Bachelet, che si trova nella zona colpita dai movimenti tellurici per seguire le operazioni di soccorso e che è stata fatta evacuare da un hotel di Arica, 213 km a sud dell'epicentro dell'ultima scossa.

Quello di ieri poco prima della mezzanotte (ora cilena) è stato un sisma pari a una magnitudo di 7,6 sulla scala Richter, un'intensità rilevante, anche se inferiore alla prima mega-scossa della notte precedente, pari a 8,2.

Entrambe le scosse non hanno avuto l'effetto devastante del terremoto che il 27 febbraio 2010 ha colpito il centro-sud del Paese, con un bilancio di 452 morti, 52 dispersi, circa 2 milioni di evacuati e la distruzione di abitazioni e infrastrutture.

A Iquique e negli altri centri abitati del nord la paura e l'angoscia rimangono comunque molto alte, anche perché dalla prima scossa le repliche non hanno mai dato tregua: in media, una ogni sei minuti.

SDA-ATS