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Stretta alle corde dagli scandali che hanno provocato un crollo record degli indici di gradimento, la presidente cilena Michelle Bachelet ha chiesto le dimissioni di tutti i ministri del gabinetto. E ha deciso di prendersi 72 ore e decidere "chi deve rimanere".

In un'intervista con Mario Kreutzberger - meglio conosciuto come Don Francisco, uno dei conduttori più popolari della tv locale - la Bachelet ha spiegato che avrebbe voluto prendere prima questa decisione, ma "negli ultimi due mesi abbiano affrontato situazioni molto difficili", come le piogge intense ad Atacama e il risveglio del vulcano Calbuco.

L'iniziativa della presidente non ha causato sorpresa fra gli analisti: proprio ieri sono stati diffusi i risultati di un sondaggio che dimostrano che mentre la popolarità di Bachelet resta stabile al 31%, il dato più basso dall'inizio del suo mandato.

Eletta trionfalmente nel dicembre del 2013, Bachelet ha iniziato nel marzo del 2014 il suo secondo mandato presidenziale con il vento in poppa, ma le cose sono cominciate ad andare male nel febbraio scorso, quando è scoppiato il caso Caval, soprannominato "nuoragate" dalla stampa cilena.

Secondo rivelazioni della stampa, infatti, una azienda di Natalia Compagnon - moglie del figlio di Bachelet, Sebastian Davalos - usò il nome della presidente per ottenere un prestito di 10 milioni di dollari per un'operazione immobiliare, resa possibile in base a informazioni privilegiate.

Bachelet ha reagito con un certo ritardo allo scandalo, esigendo le dimissioni del figlio da un incarico di consulente alla presidenza e chiarendo alla stampa che non era al corrente di quello che ha definito "una speculazione immobiliare" che considera "inaccettabile".

Al "nuoragate" si è poi aggiunto il caso, ancora più imbarazzante, dei 400 mila euro pagati da un'azienda miniera, la Soquimich, a una società di consulenza nella quale lavorava Rodrigo Penailillo, attuale ministro degli Interni, per una serie di rapporti che probabilmente non sono mai esistiti.

Per aggravare ancora di più lo scandalo, il principale azionista della Soquimich è Julio Ponce Lerou, ex marito di una delle figlie di Augusto Pinochet.

Nemmeno l'annuncio, lo scorso 28 aprile, di una riforma costituzionale per rendere "completamente trasparente il finanziamento della politica" è servito a frenare la perdita di consensi del governo, in un clima di crescente diffidenza verso l'intera classe politica.

Anche i partiti di opposizione, infatti, sono stati colpiti da scandali di corruzione, che hanno portato alla rinuncia del presidente dell'Unione Democratica Indipendente, Ernesto Silva, implicato nel cosiddetto "caso Penta", dal nome della holding che avrebbe contribuito illegalmente al finanziamento delle campagne elettorali.

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SDA-ATS