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La Corte Suprema cilena ha condannato 33 ex agenti e funzionari della dittatura militare (1973-90) a pene di anche 15 anni di carcere per la loro partecipazione nell'uccisione di cinque militanti comunisti, "desaparecidos" nel 1987.

Si tratta della più dura sentenza emessa da un tribunale del paese per crimini di lesa umanità.

La pena massima è stata decisa per il generale Hugo Salas Wenzel, ex responsabile della Centrale nazionale di informazione (Cni) e l'ex capo operativo di questo organismo, maggiore Alvaro Corbalan Castilla, in quanto responsabili della "sparizione" dei militanti comunisti, decisa in rappresaglia dopo il sequestro di un alto ufficiale militare.

Le cinque vittime - membri del Fronte Patriottico Manuel Rodriguez (Fpmr), organizzazione clandestina armata del Partito Comunista Cileno - sono stati torturati e uccisi, e i loro corpi successivamente gettati nell'Oceano Pacifico da un elicottero.

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SDA-ATS