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L'ex capo della polizia segreta del dittatore cileno Augusto Pinochet si è suicidato nella propria abitazione di Santiago approfittando di un permesso carcerario. Il generale a riposo Odlaner Mena Salinas, 87 anni, ex capo della Centrale nazionale di informazioni (Cni) tra il 1977 e il 1990 e ritenuto responsabile di decine di omicidi, sequestri e torture, si è sparato un colpo di pistola al cuore, secondo i primi accertamenti della polizia.

Mena stava per essere trasferito in un carcere comune dopo che il presidente cileno Sebastian Pinera aveva annunciato la chiusura del penitenziario 'Cordillera', dove erano rinchiusi dieci ex militari condannati per violazioni dei diritti umani durante la dittatura di Pinochet. La chiusura era stata decisa dopo che una ispezione aveva rivelato che gli ex militari potevano disporre di tutte le comodità nel carcere, trasformato in una sorta di albergo per vip.

Mena era uno dei capi della cosidetta 'Carovana della morte', un gruppo di militari incaricato di eliminare gli oppositori in tutto il Paese dopo il golpe dell'11 settembre 1973, che rovesciò il governo di Salvador Allende. Negli anni successivi, dopo che Pinochet fu costretto a sciogliere la famigerata Dina - la polizia segreta responsabile di migliaia di casi di violazioni dei diritti umani - Mena divenne il primo direttore della Cni, incarico che mantenne fino al 1990.

Condannato a 10 anni di reclusione nel 2007, ridotti poi a sei, per la morte di tre dirigenti socialisti, Mena godeva del regime di semilibertà e poteva trascorrere in casa i fine settimana. Al momento del suicidio, in casa c'erano la moglie e la figlia di Mena.

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SDA-ATS