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Cina: Chen; ministero esteri, può studiare all'estero

Questo contenuto è stato pubblicato il 04 maggio 2012 - 09:53
(Keystone-ATS)

Il dissidente cieco Chen Guangcheng è libero "di studiare all'estero". Lo ha detto il portavoce del ministero degli esteri di Pechino, Liu Weimin. Secondo l'agenzia Nuova Cina, rispondendo ad una domanda, Liu ha detto che Chen può "fare domanda per studiare all'estero ai relativi dipartimenti in conformità alla legge".

Intanto stamani un funzionario cinese di livello medio ha visitato Chen nell'ospedale Chaoyang di Pechino nel quale è ricoverato da tre giorni, secondo l'emittente Voice of America. Il funzionario avrebbe avuto un atteggiamento estremamente conciliante verso il dissidente e gli avrebbe consegnato un mazzo di fiori "a nome del comitato centrale".

Ieri a sorpresa il dissidente ha chiamato i parlamentari della commissione sulla Cina al Congresso americano, dove era in corso un'audizione per discutere sul suo caso. Chen ha dichiarato di voler "venire negli Stati Uniti". "Vorrei incontrare la signora Clinton e spero di poter ottenere un aiuto da lei", ha affermato il dissidente, riferendosi alla presenza proprio in questi giorni della segretaria di Stato americana a Pechino.

Chen non ha parlato dell'eventualità di una sua richiesta di asilo politico, ma ha spiegato di voler andare negli Stati Uniti per alcuni mesi per riposarsi e curarsi, accettando un invito ricevuto mesi fa dall'Università di New York.

Intanto si è appreso che è stato rilasciato stamattina dalla polizia Jiang Tianyong, l'avvocato per i diritti umani arrestato ieri sera mentre cercava di incontrare in ospedale Chen. Secondo il racconto della moglie, Jiang è stato brutalmente picchiato, tanto da aver subito danni all'udito. È tornata a casa anche He Peirong, l'attivista che aveva aiutato Chen nella sua fuga e che era stata arrestata poco dopo.

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