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Giornata di sangue e terrore nella travagliata regione nord-occidentale cinese dello Xinjiang, sconvolta da cinque anni da violenze che hanno raggiunto il livello di una guerra civile strisciante: la polizia ha ucciso "decine di aggressori armati di coltelli" che avevano attaccato e colpito due centri abitati.

A quanto si capisce dal resoconto dell'agenzia Nuova Cina, i terroristi, appartenenti all'etnia locale degli Uighuri, avrebbero attaccato dei civili cinesi di etnia Han e sono poi stati affrontati dagli agenti. L'agenzia sostiene che si è trattato di "un attacco terroristico premeditato" e che le vittime ci sono esponenti di entrambe le etnie.

Il dramma si è consumato in due piccole "township" (che in Cina indica un centro urbano di piccole dimensioni), nella prefettura di Kashgar, considerata la culla della cultura uighura.

Dal resoconto dell'agenzia la dinamica dei fatti non è chiara. "Una banda armata di coltelli ha attaccato un commissariato di polizia nella zona di Elixku, e alcuni (dei suoi componenti) hanno raggiunto il vicino centro di Huangdi aggredendo i civili e distruggendo i veicoli che passavano", afferma l'agenzia. Ma "agenti di polizia che si trovavano sul posto - prosegue il resoconto - hanno ucciso dozzine di membri del gruppo teppistico".

Il Xinjiang, una regione desertica nel nordovest ricca di materie prime, è in uno stato di semi-guerra civile dal 2009, quando quasi 200 persone furono uccise nella capitale Urumqi in scontri tra uighuri e han. In seguito si sono verificati migliaia di processi e di condanne, decine delle quali alla pena capitale. Almeno una dozzina di queste condanne sono state eseguite.

Gli uighuri, turcofoni e musulmani, accusano Pechino di lasciarli ai margini dello sviluppo economico e di voler cancellare la loro cultura. Pechino afferma che nella regione sono attivi terroristi islamici legati all'internazionale del terrore che ha le basi in Pakistan e in Medio Oriente. I gruppi di uighuri in esilio sostengono invece che le azioni violente sono condotte da giovani "disperati" a causa della "repressione" cinese.

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SDA-ATS