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Il nuovo presidente cinese Xi Jinping ha chiuso oggi su una nota nazionalista i lavori dell'Assemblea nazionale del popolo, esaltando il "socialismo con caratteristiche cinesi" e invitando le forze armate ad essere "pronte a vittoriosi combattimenti".

Parlando subito dopo di lui nella Sala dell'Assemblea del Popolo su piazza Tianamen, il nuovo premier Li Keqiang ha invece voluto mostrare il volto moderno e pacifico della Cina. Nella sua prima conferenza stampa da premier, Li ha invitato gli Usa ad "evitare scambi di accuse infondate" sul problema degli attacchi informatici e, rispondendo alla domanda di una giornalista cinese, si è impegnato a presentare entro la fine dell'anno la "riforma" dei campi di lavoro. Si tratta dei cosiddetti "laojiao", nei quali oggi i cittadini cinesi possono essere inviati per quattro anni per via amministrativa, senza la necessità di un intervento della magistratura.

Il neopremier ha inoltre sottolineato che il tumultuoso processo di urbanizzazione che è alla base della crescita economica della Cina deve essere indirizzato non solo verso le metropoli, ma verso la cosiddetta città di "seconda fascia". Con l'elezione di Xi, 59 anni, a presidente della Repubblica e di Li, 57, a capo del governo si è concluso il delicato processo di successione ai vertici della seconda economia del mondo, che avviene ogni dieci anni.

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SDA-ATS