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La giornalista e analista politica cinese Gao Yu è stata arrestata a Pechino e accusata di aver diffuso all'estero segreti di Stato, in una prosecuzione dell'ondata di repressione scatenata in vista del 25mo anniversario del massacro di piazza Tiananmen. L'estate scorsa Gao, 70 anni, ha collaborato con un sito web d'informazione australiano e si ritiene che questa circostanza sia la base per l'accusa.

Confermando una pratica seguita spesso negli ultimi mesi, Gao Yu è comparsa in televisione, 'confessando' le proprie colpe davanti alle telecamere. In una trasmissione di pochi minuti dedicata alle notizie del mattino, la televisione di Stato Cctv ha mostrato la donna, seduta ad un tavolo, che indossava la divisa arancione dei detenuti. Gao Yu ha affermato di essere "fortemente pentita" per le sue azioni e si è dichiarata pronta ad "accettare la punizione prevista dalla legge".

La giornalista era scomparsa dalla circolazione due settimane fa e fino a oggi non se ne erano avute notizie. Nei giorni scorsi decine di attivisti sono stati arrestati tra cui l'avvocato Pu Zhiqiang, che è stato accusato di aver "sollevato polemiche e creato problemi". Secondo gli osservatori, arresti e detenzioni di dissidenti sono legati alla scadenza del 4 giugno, anniversario del sanguinoso intervento dell'Esercito di Liberazione Popolare che mise fine al movimento pro-democrazia del 1989.

SDA-ATS