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Cina: indennizzo e promesse per donna costretta ad abortire

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 luglio 2012 - 07:48
(Keystone-ATS)

La donna cinese costretta in giugno ad abortire al settimo mese di gravidanza ha ricevuto dal governo della provincia dello Shaanxi un indennizzo di 70'600 yuan (circa 11'000 franchi). Lo riferisce il quotidiano semiufficiale Global Times, secondo il quale con l'indennizzo e l'ammissione del governo provinciale di aver agito illegalmente, la vicenda è "chiusa".

Il giornale aggiunge che il governo dello Shaanxi si è anche impegnato a pagare i conti di tutti i familiari della donna che nei prossimi anni avranno bisogno di ricorrere a cure ospedaliere.

La vicenda della donna, Feng Jiamei, di 27 anni, costretta all'aborto perchè ha già una figlia di cinque anni, è emersa con la pubblicazione su internet di una foto nella quale era ritratta accanto al feto coperto di sangue.

Una massiccia ondata di sdegno ha seguito la pubblicazione della foto e ha costretto il governo ad ammettere la propria responsabilità. Il Global Times ricorda che undici funzionari sono stati puniti per aver costretto la donna ad abortire.

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