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Il premier cinese Li Keqiang all'apertura dei lavori del parlamento.

Keystone/AP Xinhua/PANG XINGLEI

(sda-ats)

La "globalizzazione economica è nell'interesse fondamentale di tutti i Paesi": lo ha affermato il premier Li Keqiang, aprendo i lavori del 12/mo Congresso Nazionale del Popolo, il parlamento cinese.

In un fase in cui il protezionismo sembra avanzare ed essere una tendenza sostenuta nel mondo, anche dal presidente americano Doland Trump, la Cina "non modificherà il suo impegno di promozione della cooperazione economica globale e confermerà il suo modello di interscambio multilaterale come primario canale del commercio internazionale", ha detto Li Keqiang.

D'altro canto il premier ha anche riferito che, "in uno scenario economico globale che resta debole", la Cina stima di raggiungere nel 2017 una crescita "intorno al 6,5% o di più se possibile nella pratica". Il dato rappresenta un'ulteriore flessione rispetto al 6,7% raggiunto nel 2016 (il più debole degli ultimi 26 anni) e al 6,9% del 2015.

La Cina "è al punto cruciale e impegnativo del suo sforzo di sviluppo e ci sono molte sfide e problemi nell'economia", ha osservato Li Keqiang, rimarcando che "le difficoltà di fronte non sono da sottovalutare, ma restiamo fiduciosi che possano essere superate". Tra i fattori primari, quello del passaggio dell'economia verso i nuovi assetti, vale a dire da un modello spinto da export e manifattura a uno modulato su servizi, consumi e innovazione.

Tra gli altri obiettivi per l'anno in corso, c'è il deficit/Pil confermato al 3% (2380 miliardi di yuan, pari a circa 350 miliardi di franchi), un'inflazione annua stabile al 3%, oltre 11 milioni di nuovi posti di lavoro creati nelle aree urbane e una disoccupazione entro il 4,5%. In programma c'è anche un'ulteriore riduzione dei consumi di energia (-3,4%) e il taglio della capacità produttiva di acciaio di 50 milioni di tonnellate metriche e la chiusura di impianti per 150 milioni di tonnellate metriche di produzione di carbone.

Nonostante la crescita più lenta, la Cina ha comunicato che continuerà a modernizzare le forze navali e a snellire le forze armate: il budget salirà del "7% circa" nel 2017, fino a superare per la prima volta i 1000 miliardi di yuan, pari a 147 miliardi di franchi.

Il premier Li Keqiang ha poi ammonito che Pechino "si oppone con decisione e conterrà le attività separatiste" di Taiwan e "non tollererà mai attività, sotto qualsiasi forma o nome, che attenti a dividere" la provincia dalla madre patria". Il governo continuerà a promuovere l'integrazione economica e sociale tra le due parti "rendendo più facile, soprattutto alle generazioni più giovani, la possibilità di poter studiare, lavorare e vivere" sulla Cina continentale.

E anche riguardo ad Hong Kong il premier ha affermato che la "nozione di indipendenza non porterà da nessuna parte". Li ha rimarcato l'impegno di Pechino al rispetto "dell'alto livello di autonomia" riconosciuta a Hong Kong e Macao "in conformità con la costituzione della Cina e delle Leggi Base" delle due regioni amministrative speciali. "Vigileremo che il principio 'una nazione, due sistemi' sia saldamente applicato senza incrinazioni e distorsioni", ha aggiunto.

SDA-ATS

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