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Cina: Pechino progetta legalizzazione 'scomparse' dissidenti

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 agosto 2011 - 13:58
(Keystone-ATS)

Il governo cinese sta progettando di cambiare il suo codice penale in modo da rendere legali le 'scomparse' di dissidenti, un sistema di repressione largamente usato a partire dall'anno scorso.

Gli emendamenti proposti alla legge che prevede l'istituto della 'residenza sorvegliata', una variante degli arresti domiciliari, permetterebbe alla polizia di detenere per sei mesi i sospetti in località di sua scelta senza l'obbligo di avvertire le famiglie. Di fatto questo è quanto successo nei mesi scorsi a decine di attivisti per i diritti umani e di dissidenti il più noto dei quali è l'artista Ai Weiwei, detenuto per tre mesi prima di essere rilasciato alla fine di giugno.

Lo 'scomparso' di più antica data è l'avvocato Gao Zhisheng, del quale si sono perse le tracce da oltre un anno. Nicholas Bequelin, ricercatore di Human Rights Watch esperto della Cina, afferma che gli emendamenti, se saranno tradotti in legge, indicherebbero una "preoccupante espansione dei poteri della polizia" e confermerebbero "l'evidente crescita del ruolo dell'apparato di sicurezza" cinese.

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