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Cina: pil frena (+7,5%), ora si punta su consumi

I dati sul rallentamento della crescita cinese spingeranno i dirigenti ad accelerare il processo di trasformazione dell' economia incentivando i consumi. Sembra essere questa l' opinione prevalente tra gli economisti dopo la diffusione dei dati del Pil relativi al secondo trimestre 2013, nel quale il ritmo di crescita è stato del 7,5%, inferiore al 7,7 del primo trimestre.

Lian Ping, economista della China Communication Bank, sostiene che "il governo deve varare delle misure di stimolo ai consumi, considerato anche che l' inflazione è bassa (2,7% su base annua, secondo le rilevazioni di maggio). Lian non esclude che nei prossimi mesi il ritmo della crescita possa scendere ulteriormente, "per esempio toccando il 7,4%, o anche meno". "Questo - aggiunge - non vuol dire che per la fine dell' anno non si arriverà al 7,5% considerato dalle autorità il tasso ideale".

Anche Xiang Songzuo, analista dell' Agricultural Bank, ritiene che compito del governo sia ora quello di "spingere sulla trasformazione e mettere in moto nuovi motori di crescita". Un portavoce dell'Ufficio nazionale di statistica, che ha diffuso oggi i dati sul secondo trimestre, ha affermato che l' obiettivo del 7,5% verrà rispettato ma che il governo dovrà "sostenere le piccole e medie imprese".

La diminuzione delle esportazioni è alla base del rallentamento, che è stato almeno in parte voluto dalla nuova dirigenza cinese e in primo luogo dal premier Li Keqiang, massimo responsabile dell' economia e dal presidente Xi Jinping, che considerano il loro compito principale quello di trasformare la Cina da "fabbrica del mondo" in una società di moderni consumatori.

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