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Cina: preti e suore di Shanghai costretti a "rieducazione"

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 ottobre 2012 - 09:50
(Keystone-ATS)

Educazione forzata per tutti i preti, religiosi e religiose della diocesi di Shanghai, probabilmente in risposta al moto di ribellione alla Chiesa Patriottica cinese espresso dal vescovo ausiliare Thaddeus Ma Daqin che a luglio, nel giorno della sua ordinazione, annunciò le dimissioni dalla chiesa del governo di Pechino e, quindi, la sua vicinanza al Papa e da allora è in "ritiro" a Sheshan. Lo riferiscono fonti cattoliche.

Secondo le informazioni, almeno 80 preti e 80 suore, divisi in tre gruppi, sono stati forzati a seguire tre giorni di lezione, ogni giorno per 12 ore, all'Istituto per il Socialismo di Shanghai, dal 10 settembre alla scorsa settimana.

Ai religiosi, professori universitari hanno dato lezioni di relazioni tra stato e religione, l'idea religiosa del partito comunista, la politica, le leggi cinesi, le normative, il sistema socialista e lo sviluppo economico cinese. Il tutto volto a rafforzare il loro senso del dovere verso la legge cinese e il principio della chiesa indipendente.

Secondo alcuni preti che hanno partecipato alle lezioni, a nessuno era permesso di perdere anche una sola lezione e alla fine del corso hanno sostenuto un esame, i cui risultati serviranno per gli avanzamenti. Per molti, queste classi rappresentano un vero e proprio lavaggio del cervello, soprattutto dopo le dichiarazioni del vescovo Thaddeus Ma Daqin dello scorso 7 luglio.

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