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Ha riaperto i battenti la fabbrica della Foxconn di Taiyuan, chiusa ieri a seguito della maxirissa che ha interessato almeno 2.000 operai oltre 8.000 spettatori. Nella fabbrica è tornata la calma ed è ripresa la produzione degli iPhone5, anche se l'azienda taiwanese ha smentito che sia in produzione nell'impianto il nuovo melafonino, come invece hanno detto su internet diversi dipendenti.

Ma proprio la realizzazione dell'ultimo gioiello tecnologico dell'azienda di Cupertino pare sia all'origine della rissa che ha provocato una quarantina di feriti, tra i quali tre gravi, e diversi arresti. Per accelerare la produzione, l'azienda taiwanese Honh Hai Precision Industry Co, proprietaria della Foxconn, ha portato nell'impianto di Taiyuan, nella provincia centro-orientale dello Shanxi, più dipendenti. Uno scontro fra operai provenienti da due diverse province, Shandong e Henan, unito alle pessime condizioni di lavoro che hanno esasperato gli animi dei dipendenti, hanno scatenato la rissa che ha provocato non pochi danni ai dormitori e all'impianto produttivo, con vetri infranti e mobili rotti.

A Taiyuan ci sono 79 mila degli oltre 1,2 milioni di dipendenti in tutto il mondo, in uno degli impianti più grandi fra i 13 che l'azienda taiwanese ha in Cina.

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SDA-ATS