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SHANGAI - Sono 337 le vittime delle violente piogge e delle inondazioni che hanno colpito la contea di Zhouqu nella provincia nord occidentale cinese del Gansu, contro i 137 dichiarati fino ad oggi pomeriggio. Chen Jianhua, capo del partito nella prefettura autonoma tibetana di Gannan che comprende Zhoqu, ha aggiornato il bilancio delle vittime, così come ha detto che sono 1.148 i dispersi.
Sono invece 218 i sopravvissuti feriti ricoverati in ospedale in zona, mentre 41 feriti gravi sono stati trasferiti a Lanzhou, capoluogo della provincia del Guansu.
Le squadre di soccorso continuano incessantemente le ricerche, sperando di trovare ancora qualcuno vivo. Si stanno perdendo le speranze, soprattutto perchè il fango ha coperto tutto e, in alcune zone, è arrivato a due metri di altezza. Labili speranze, incoraggiate tuttavia dal ritrovamento, avvenuto oggi, di una donna di 74 anni, recuperata in tarda mattinata dalle macerie di un palazzo distrutto nella contea di Zhouqu. La donna, Yang Jinfeng, è stata estratta quasi 40 ore dopo il crollo della sua abitazione. La donna si trovava nel suo appartamento e dormiva quando è stata sorpresa da acqua e fango.
Si scava con le mani e si teme che il bilancio delle vittime aumenti, anche perchè molti villaggi non sono ancora stati raggiunti. Altri, come quello di Yeyuan, è stato completamente distrutto, raso al suolo. Li dove c'erano le abitazioni, c'è solo un mare di fango. Quest'ultimo in tutta la contea ha livellato e coperto un'area di 5 chilometri di larghezza e 500 di lunghezza, con 1,8 milioni di metri cubi di detriti e rocce.

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SDA-ATS