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I tribunali della Regione Autonoma del Xinjiang, nel nordovest della Cina, hanno condannato 113 persone a severe pene detentive, secondo un sito del governo regionale.

Le condanne, quattro delle quali all'ergastolo, sono state inflitte a imputati di "terrorismo" e che, dai nomi diffusi dal sito, sembrano appartenere tutti alla minoranza etnica degli uighuri, turcofoni e musulmani, che vivono nella regione e che dal 2009 sono in rivolta contro Pechino. Gli uighuri accusano la maggioranza etnica dei cinesi han di lasciarli ai margini dello sviluppo economico e di voler cancellare la loro cultura.

Come avvenuto più volte negli ultimi mesi, le condanne sono state annunciate in pubblico nella città di Kashgar, vicina ai confini con il Pakistan. Alcuni degli imputati sono stati condannati per "aver guardato dei video terroristi", altri per aver "organizzato sedute di addestramento per terroristi". Negli ultimi mesi, in seguito a una serie di sanguinosi attentati avvenuti anche fuori dalla regione, sono stati celebrati nel Xinjiang centinaia di processi contro supposti estremisti uighuri. Tra l'altro, sono state emesse almeno 15 condanne alla pena di morte.

SDA-ATS