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Il comandante della Marina militare cinese ha affermato che se gli Usa non mettono fine alle loro "azioni provocatorie" nel mar della Cina meridionale, una guerra potrebbe essere innescata da incidenti, anche se di modesta portata.

Secondo un comunicato della marina cinese, l'ammiraglio Wu Shengli ha espresso questa sua preoccupazione al capo della flotta americana John Richardson ieri, nel corso di una videoconferenza.

"Se gli Usa continuano in questo tipo di azioni provocatorie e pericolose - ha detto Wu secondo il comunicato - ci potrebbe facilmente essere una forte pressione tra le forze di prima linea delle due parti sia in mare che in cielo, o anche un piccolo incidente che a sua volta potrebbe provocare una guerra".

In precedenza, un funzionario americano aveva affermato che nel corso del colloquio, i due ammiragli si erano trovati d' accordo sulla necessità di proseguire a dialogare e di rispettare il protocollo per evitare scontri. Il colloquio tra i due ammiragli ha rappresentato il primo momento di dialogo tra i due Paesi dopo che, all'inizio della settimana, gli Usa hanno sfidato le rivendicazioni cinesi sul mar della Cina meridionale, mandando una nave da guerra a incrociare nei pressi di uno degli isolotti artificiali costruiti da Pechino nelle acque rivendicate anche da altri Paesi rivieraschi.

La Cina reclama il 90% dello specchio d'acqua in contrasto con le rivendicazioni di Filippine, Vietnam, Brunei, Malaysia e Taiwan.

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SDA-ATS