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La Cina compie un'ulteriore mossa aggressiva nei confronti dei suoi vicini e del loro grande alleato, gli Stati Uniti.

Dopo aver mantenuto per decenni un arsenale nucleare significativo ma numericamente lontano dai numeri di Usa e Russia, Pechino ha deciso di potenziare i suoi missili balistici intercontinentali (Icbm), in grado di colpire anche l'America.

Il presidente Xi Jinping ha ordinato di aumentare il numero di testate atomiche trasportate da ogni vettore, finora limitata ad un ordigno per ogni missile. "Un mossa - scrive il New York Times - che secondo gli analisti è stata progettata a tavolino per contrastare il piano Usa di schierare un sistema di difesa antimissile più robusto nel Pacifico" come quello che si sta realizzando in Europa.

Ciò che rende particolarmente rilevante la scelta della nuova dirigenza cinese è che Pechino ha da anni la tecnologia per miniaturizzare le testate atomiche per farne entrare più di una nell'ogiva dei suoi missili Icbm.

Ma finora i predecessori di Xi non avevano voluto infilarsi in quel tunnel pericoloso che è stata la corsa alle armi della Guerra Fredda, la competizione con gli Usa che si rivelò distruttiva per l'Urss.

La scelta di Xi rientra nel quadro più complessivo di trasformare la Cina da seconda potenza economica mondiale, anche in una superpotenza militare. Da qui l'aumento del bilancio della Difesa di oltre il 10% (143 miliardi di dollari, secondo solo alle spese Usa per le forze armate) anche per rendere più temibile il deterrente nucleare cinese.

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SDA-ATS