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È cominciato a Singapore lo storico incontro tra il presidente cinese Xi Jinping e quello taiwanese Ma Ying-jeou.

Si tratta del primo faccia a faccia tra un leader della Repubblica Popolare Cinese e uno della Repubblica di Cina, il nome ufficiale di Taiwan da quando - nel 1949 - gli esponenti del Partito Nazionalista (o Guomindang) si rifugiarono sull'isola dopo essere stati sconfitti nella guerra civile dai comunisti guidati da Mao Zedong. I due leader, riferisce l'agenzia Nuova Cina, "si sono stretti la mano" prima di cominciare il colloquio.

L'ultimo incontro tra i massimi dirigenti delle due parti vide come protagonisti lo stesso Mao e il leader nazionalista Chiang Kai-she e avvenne nel 1945 a Chongqing, allora capitale della Cina appena liberata dall'occupazione giapponese.

Pechino considera Taiwan una provincia ribelle che prima o poi dovrà essere riunita alla madrepatria e nel 2005 si è data una legge che la obbliga a intervenire militarmente in caso l'isola prenda misure decisive per avvicinarsi all'indipendenza. Taiwan è dal 1996 una piena democrazia e il Guomindang si alterna al potere con il Partito Democratico Progressista (Dpp), che non ha mai riconosciuto l'appartenenza dell'isola alla Cina.

Esponenti del Dpp hanno severamente criticato il comportamento di Ma che, hanno affermato, "non rappresenta la volontà del popolo". Ma Ying-jeou è al termine del suo secondo mandato presidenziale e la legge elettorale taiwanese gli impedisce di ripresentarsi.

I sondaggi sono concordi nell'indicare nella candidata del Dpp Tsai Ing-wen la favorita alle elezioni presidenziali che si terranno a Taiwan il prossimo 16 gennaio. L'opposizione ritiene che il vertice non sia altro che un tentativo del Guomindang di guadagnare terreno con la complicità del governo di Pechino.

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SDA-ATS