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PESARO - "L'effetto Berlusconi è che l'Italia è un paese umanamente demotivato, io sono demotivato, lo siamo tutti, perfino la Nazionale di calcio, e penso che proprio per questo abbia perso i mondiali". È l'amaro sfogo del regista italiano Bernardo Bertolucci, intervenuto oggi telefonicamente alla 46esma Mostra internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, prima della proiezione del film "Tropici" di Gianni Amico, collaboratore scomparso dell'autore di "Ultimo Tango" a Parigi.
Il presidente del festival Bruno Torri, gli ha consegnato simbolicamente il premio alla carriera Pesaro Nuovo Cinema, "un omaggio dovuto - ha detto - quasi scontato", che Bertolucci ritirerà personalmente mercoledì prossimo a Roma durante la presentazione a Palazzo Farnese del suo libro La mia magnifica ossessione. Bertolucci ha ricordato l'amico fraterno, che chiamò il figlio Olmo come il protagonista del film "Novecento", e ha elogiato lo stile asciutto e pregnante con cui Amico riesce a descrivere in "Tropici" la vita degli abitanti del Nord Est del Brasile.
Con lui aveva realizzato nel 1963 il film "Prima della rivoluzione". "Erano anni esaltanti - ricorda il regista - in cui noi cinefili potevamo farci uccidere per un inquadratura di Godard e in cui non si viveva senza Rossellini. Oggi posso affermare che fino a quel periodo il mio cinema era praticamente un monologo, poi ho avuto bisogno di sentire il pubblico e sono passato ad un dialogo con lo spettatore. Il festival di Pesaro (che Bertolucci ha frequentato da giovane cinefilo, ndr.) - ha concluso - mi ha fatto passare momenti bellissimi. Grazie".

SDA-ATS