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Cinema: i 50 anni di James Bond e i suoi legami con la Svizzera

Questo contenuto è stato pubblicato il 15 gennaio 2012 - 14:30
(Keystone-ATS)

La prima scena di un film di James Bond è stata girata 50 anni fa in Giamaica. Il 16 gennaio del 1962, la bernese Ursula Andress usciva dal mare in bikini in "Licenza di uccidere". In un modo o nell'altro la Svizzera avrebbe in seguito continuato a svolgere un ruolo nelle pellicole di 007.

Se la bellezza della Andress è diventata un punto di riferimento per tutte le "Bond Girls" che l'hanno seguita, l'agente segreto di sua Maestà può anch'egli vantare origini in parte elvetiche.

Secondo una "biografia autorizzata" pubblicata nel 1973 da John Pearson, 007 sarebbe figlio di un ingegnere scozzese e di una vodese, Monique Delacroix. In uno dei romanzi, emerge inoltre che Bond ha studiato all'Università di Ginevra.

Ian Fleming, creatore del personaggio, ha lui stesso vissuto in Romandia dal 1929 al 1931, assieme alla sua fidanzata, Monique Panchaud.

Anche gli avversari del celebre agente segreto hanno dovuto fare i conti con la Svizzera. In "Al servizio segreto di Sua Maestà", il cattivo di turno ha scelto quale base il "Piz Gloria". Durante la celebre rincorsa sugli sci, Bernhard Russi, che tre anni dopo sarebbe diventato campione olimpico, incarnava uno dei cattivi. Gli inseguitori erano inoltre muniti di copie di fucili d'assalto 57 dell'esercito svizzero.

Cinque anni prima, per alcune riprese di "Goldfinger" erano stati scelti il passo della Furka (BE-VS) e la regione di Andermatt (UR). La Pilatus di Stans (NW) si è invece trasformata nella fabbrica "Auric Entreprises". Vent'anni dopo, nel 1985, è la regione del Bernina (GR) a far da sfondo a un inseguimento in "Vivi e lascia morire". Infine, nel 1995, la diga della Verzasca diventa protagonista in una delle prime scene di "Goldeneye".

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