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Cipro: esplosione; evocato rischio uranio impoverito

Questo contenuto è stato pubblicato il 14 luglio 2011 - 11:27
(Keystone-ATS)

I 98 container di esplosivi saltati in aria lunedì mattina in una base navale di Cipro presso il villaggio di Zygi - uccidendo 13 persone, ferendone 61 e distruggendo la più grande centrale elettrica dell'isola - probabilmente contenevano munizioni fabbricate col micidiale uranio impoverito (Du, Depleted uranium).

Questo metallo, usato per rinforzare le ogive dei proiettili anticarro e aumentarne la capacità di penetrazione, provoca gravi danni all'ambiente e l'insorgenza di tumori in chi ne viene a contatto.

A lanciare l'allarme, come riferisce il quotidiano Famagusta Gazette, è il prof. Theodore Liolios del "Centro greco per il controllo delle armi" secondo cui tutti coloro che sono stati esposti in qualche modo all'esplosione dovrebbero essere sottoposti ad analisi cliniche.

Secondo il giornale, le affermazioni di Liolos si basano su rivelazioni di Wikileaks circa uno scambio di messaggi tra le autorità Usa secondo cui nei container sequestrati a bordo del cargo Monchegorsk potevano esserci proiettili da 125mm fatti con uranio impoverito. Anche riguardo a che cosa abbia provocato l'enorme cratere lasciato dalla deflagrazione, Liolios non crede sia stata semplice polvere pirica: "Altre sostanze hanno causato quel cratere", ha detto.

Secondo il "Centro greco per il controllo delle armi", infatti, vi sono "forti indizi" che i containers fossero pieni di proiettili d'artiglieria da 125mm fatti con uranio impoverito oppure con tungsteno addizionato della cui presenza le autorità cipriote non erano state informate.

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