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Risultati in chiaroscuro per Clariant nei primi nove mesi dell'anno. Il gruppo chimico basilese ha pressoché raddoppiato l'utile netto delle sue attività proseguite, a 203 milioni di franchi, contro 102 milioni un anno prima.

Il fatturato è però calato del 5% a 4,3 miliardi di franchi, a causa in particolare di effetti valutari, indica l'azienda in una nota odierna. In valuta locale risulta comunque una progressione del 2%.

Considerando unicamente il terzo trimestre, l'utile si è attestato a 60 milioni di franchi, in progressione annua del 3%, mentre i ricavi sono scesi del 6% a 1,4 miliardi (+2% in valuta locale). Le variazioni di cambio hanno avuto un impatto negativo nella misura dell'8%.

Per aree geografiche le vendite in questo periodo sono andate bene in America latina (+20% in valuta locale) e del Nord (+2%), mentre l'Europa ha fatto segnare un calo dell'1%. L'Asia/Pacifico ha evidenziato una flessione del 3%, sempre in valuta locale, a causa del rallentamento del mercato cinese. In calo, del 2%, anche la regione Medio Oriente e Africa.

Per l'insieme dell'esercizio Clariant conferma gli obiettivi e punta a una crescita compresa tra l'1 e il 5%. A medio termine l'azienda mira a posizionarsi nel gruppo delle migliori industrie chimiche. La performance annunciata oggi è grosso modo conforme alle attese degli analisti consultati dall'agenzia finanziaria awp.

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SDA-ATS