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Le concentrazioni di gas serra nell'atmosfera sono arrivate ad un nuovo record nel 2014 sulla scia di "una crescita inarrestabile che alimenta i cambiamenti climatici e renderà il pianeta più pericoloso e inospitale per le future generazioni".

È il nuovo allarme ambientale, l'ennesimo, sulla Terra che viene lanciato dall'Organizzazione meteorologica mondiale (Omm), a pochi giorni alla Conferenza mondiale sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite, la Cop21 di Parigi, in programma dal 30 novembre all'11 dicembre.

Un allarme che trova sponda nelle dichiarazioni dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse). "Affrontare il cambiamento climatico è cruciale per la sostenibilità economica a lungo termine e per una crescita sana. Un'azione collettiva, nel contesto della Cop21, è necessaria ora. L'attuale situazione di ripresa economica incerta non è una scusa per l'inazione", scrive l'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo nell'Economic outlook. Per l'Ocse "una posizione politica prevedibile creerebbe un contesto più positivo per gli investimenti, che sosterrebbero crescita e commercio".

Secondo i meteorologi mondiali, riuniti a Ginevra, tra il 1990 e il 2014 c'è stato un aumento del 36% del "forzante radiativo" a causa di gas serra, si tratta di anidride carbonica (CO2), metano (CH4) e il protossido di azoto (N2O), che sono generati da attività industriali, agricole e domestiche. "Ogni anno segnaliamo un nuovo record - osserva il Segretario generale dell'Omm, Michel Jarraud - ogni anno diciamo che il tempo a disposizione sta per scadere. Dobbiamo agire ora per tagliare le emissioni di gas serra, se vogliamo avere la possibilità di mantenere l'aumento della temperatura a livelli gestibili".

Nel 2014, secondo il bollettino dell'Omm, le concentrazioni atmosferiche di CO2 hanno raggiunto 397,7 parti per milione (ppm). E in primavera dello stesso anno, quando la CO2 è di più, le concentrazioni nell'emisfero settentrionale hanno varcato la soglia di 400 ppm; sempre in primavera, del 2015 però, la concentrazione media globale di CO2 ha superato il livello di 400 ppm. Il segretario generale dell'Omm ricorda che, anche se "la CO2 non si vede, è una minaccia invisibile, molto reale che si traduce in temperature globali più alte, eventi meteorologici estremi" tipo ondate di calore e inondazioni, scioglimento dei ghiacci, innalzamento del livello del mare e aumento dell'acidità degli oceani.

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SDA-ATS