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Le emissioni di metano della tundra artica accelerano quando la banchisa, cioè la superficie ghiacciata del mare, si scioglie. A dimostrare l'effetto sulla terraferma di ciò che accade in acqua è uno studio dell'università di Lund.

Alla base del fenomeno c'è il fatto che il candido ghiaccio marino riflette i raggi del sole, mentre la scura superficie del mare li assorbe. Lo scioglimento del ghiaccio, quindi, fa sì che più calore venga assorbito, facendo salire le temperature nel Polo Nord.

Gli esperti, coadiuvati da ricercatori olandesi e statunitensi, hanno stabilito la connessione tra le emissioni di metano e la perdita di ghiaccio marino usando modelli informatici avanzati. I modelli simulano il modo in cui le emissioni del gas climalterante rispondono agli effetti dello scioglimento della banchisa, tra cui l'aumento elle temperature e l'alterazione delle piogge.

"I cambiamenti nel Mar Glaciale Artico possono influenzare ecosistemi anche molto lontani sulla terraferma. Dunque, per valutare l'impatto del cambiamento climatico sull'Artico, la terra e l'oceano non possono essere considerati separatamente", spiega l'autore principale del rapporto, Frans-Jan Parmentier.

"Dagli anni Novanta, l'Artico sta perdendo ghiaccio a un ritmo di circa il 14% per decennio. L'aspettativa è che, con un ulteriore declino del ghiaccio marino, le temperature nell'Artico continueranno a salire, e così faranno le emissioni di metano dalle zone umide del Nord".

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SDA-ATS