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Il Consiglio nazionale vuole gettare le basi legali che permettano di esonerare i prestiti convertibili dall'imposta preventiva e dalle tasse di bollo. Contro il parere del Consiglio federale, con 122 voti contro 57, la maggioranza borghese ha voluto anticipare i problemi che si porranno al momento dell'elaborazione della legge sulle società "troppo grandi per fallire" (too big to fail). L'oggetto va agli Stati.

"Dobbiamo stringere i tempi onde ottenere un finanziamento pubblico vantaggioso per i prestiti convertibili ("coco-bonds")", ha dichiarato Fulvio Pelli (PLR/TI), sostenendo di non aver fiducia nei termini formulati dal Consiglio federale. Eveline Widmer-Schlumpf voleva infatti sopprimere queste imposte in modo completo (emissione, premi di assicurazione e negoziazione), senza limitarsi ai prestiti convertibili.

Il Consiglio federale teme infatti che i prestiti convertibili risultino privilegiati, ciò che porterebbe a un rincaro degli altri prodotti presenti sul mercato finanziario, con possibili ripercussioni negative sui contribuenti.

In un primo tempo, l'UDC ha temuto che separando dagli altri questo capitolo meno contestato, si sarebbero ridotte le possibilità di far accettare l'intero pacchetto. La mozione d'ordine di Caspar Baader (UDC/BL) intesa a respingere il dibattito alla sessione estiva è stata respinta a due contro uno.

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SDA-ATS