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BERNA - È il parlamento e non il Consiglio federale che deve fissare l'ammontare del canone radiotelevisivo. È quanto ha deciso stamane il Nazionale approvando, con 94 voti a 89, un'iniziativa parlamentare di Natalie Rickli (UDC/ZH).
I deputati democentristi hanno approfittato del dibattito per criticare la SSR e il Consiglio federale, reo - ha affermato Rickli - di piegarsi alle esigenze dell'azienda radio-tv. Oltre all'UDC, hanno votato il testo anche PLR e alcuni membri del PPD.
La Svizzera è il paese europeo dove il canone è il più alto (462 franchi all'anno) e la SSR esige un nuovo aumento per il 2011 per incrementare la propria gamma di programmi (18 stazioni radio, sette canali TV), ha detto Rickli. A suo parere, il parlamento sarebbe in grado, rispetto al governo, di tener maggiormente conto degli interessi dei cittadini-contribuenti.
La minoranza (sinistra, PBD e diversi PPD) ha tentato invano di far passare un'altra idea: dando tale competenza al parlamento si rischia di dare più peso agli interessi individuali e alle affinità politiche, mettendo così in pericolo la libertà di programmazione della SSR.
Il dossier va agli Stati.

SDA-ATS